Il Mental Coach dei Campioni!

Articolo offerto da Coaching per te per la categoria Sport Coaching

Impara dai Campioni e Mental CoachIn questo fine settimana si è svolto il seminario Impara dai Campioni a Milano. Si è parlato anche dell’importanza della figura del Mental Coach ed è stata una edizione speciale. Per il numero di persone presenti, per il clima magico che si è creato e per una serie di altre circostanze che si sono create. Non voglio parlare del corso però. Ma di alcuni importantissimi spunti che molte persone, me compreso, hanno colto dal corso. Questi punti sicuramente sono già stati trattati in vario modo in questo blog. Quindi oggi, è come un ripasso. Un riprendere in mano tematiche che magari già conosciamo ma, per un motivo o per un altro, a volte…si scordano!

I punti sono pochi, importanti e brevi. Con un regalo prezioso che è stato donato a chi era presente a Milano e che voglio condividere con te:

# 1
I Campioni hanno un obiettivo.

Lo hanno chiaro nella testa. Come quando lavori con un Mental Coach, questo è il primo passo. La direzione che vuoi dare. La destinazione del tuo percorso.
Il tuo qual è?

# 2
I Campioni non si accontentano.

Quante volte ci capita di fare le cose tanto per farle. Di “provare” a fare qualcosa. Quante volte abbiamo un atteggiamento remissivo per poi avere dei rimpianti e ripeterci: “se solo avessi…”
Tu come giochi quando tocca a te?

 

Impara dai Campioni e Mental Coach# 3
I Campioni si prendono la responsabilità dei propri risultati.
La colpa e la responsabilità quando le cose vanno male è sempre di qualcos’altro o qualcun altro. Quante volte invece facciamo un bel passo indietro, smettiamo di cercare delle scuse e partiamo da noi, prendendoci la responsabilità dei nostri risultati?
Tu da chi fai dipendere le cose?

Pochi punti ma che colpiscono forte allo stomaco. Come certe persone con la loro storia e il loro modo di affrontare lo sport e la vita. E col loro modo di essere ti trasmettono più di mille parole. Questo è il regalo di cui parlavo all’inizio. Il regalo che Andrea Devicenzi, di cui Giuse ha raccontato la sua storia in un articolo ha deciso di donarci. Raccontandoci la sua esperienza e il suo modo di affrontare le sfide e la vita. Come uno sportivo. Come un Mental Coach. Come un Campione. Non te la racconto…te la faccio vedere:

A presto.

Luca TavernaDi Luca Taverna

Articolo scritto sul blog www.ekissportcoaching.com

GIORNI DI EXCELLENCE

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La scorsa settimana ho accantonato temporaneamente la consulenza finanziaria, dedicando qualche giorno a me stesso e ad una mia passione che, nel tempo, è diventata un interessante percorso di crescita.
Ho frequentato a Reggio Emilia, in qualità di Assistente Coach, l’Excellence Coaching, un corso di quattro giorni in cui le persone decidono di mettersi in gioco completamente e lavorare su se stessi, sulla propria autostima, sulla propria leadership, sulla gestione dello stato d’animo, sulle proprie regole e sulle proprie credenze.

E’ stata un’esperienza fantastica ed entusiasmante per tutti, anche per chi all’inizio sembrava più titubante e scettico; tutti i partecipanti, all’interno di una cornice straordinaria fatta di musica, calore e divertimento, si sono messi profondamente in discussione per migliorare i risultati che ottengono sia nell’ambito personale che in quello professionale e di conseguenza in tutta la loro vita.
In soli quattro giorni si eliminano zavorre e credenze limitanti, si elaborano in una nuova ottica esperienze negative del passato, ci si motiva e si diventa più consapevoli di poter raggiungere i propri obiettivi. In sostanza si prende in mano il timone della propria vita.

Avevo frequentato l’Excellence già un anno e mezzo fa come corsista, ma riviverlo a distanza di un pò di tempo come assistente, avendo la possibilità di aiutare gli altri a “sbloccarsi” ed a tirare fuori il meglio di sè, è davvero una bella esperienza.
Nel mio caso l’Excellence Coaching si inserisce in un percorso più ampio che in questi mesi mi ha dato tante soddisfazioni, come il conseguimento della certificazione internazionale “Master Practitioner PNL”, e mi ha aiutato a migliorarmi ed a migliorare decisamente anche i miei risultati nell’ambito professionale e con i miei clienti.

Si parla spesso di crisi e si crede, erroneamente, che tutto dipende sempre dagli altri, dal proprio capo cattivo, dai politici che rubano, dalle banche; in parte è vero, ma ognuno di noi ha sicuramente la possibilità, nella propria sfera personale, di uscire dalla propria zona di comfort ed alzare i propri standard, dandosi da fare concretamente per migliorare la propria vita e raggiungere i propri  obiettivi.

Seneca diceva “non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”.
Si dice che la qualità dei nostri pensieri influenza la qualità delle nostre azioni e che da esse dipendono i risultati che otteniamo nella nostra vita; se ognuno di noi ogni giorno mette energia, passione e determinazione in ciò che fa, è certo che presto i risultati arrivano e cambia, anche in tempi di crisi, la qualità della nostra vita!

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
fabrizio.taccuso@gmail.com

Articolo scritto sul blog http://www.mantovafinanza.blogspot.com/

Perché dovresti anticipare mentalmente il futuro

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Recentemente ho letto un proverbio latino recita così:

L’immaginazione esercita una forte influenza su ogni azione consapevole, pensiero e ragione. Su ogni singola idea.

Da diversi anni, affascinato dal concetto, studio e ragiono su questo tema e molte delle mie riflessioni a riguardo sono esposte negli articoli di questo blog. L’idea che l’uomo sia in grado di creare nella propria mente scene di vita, immagini, momenti, ricordi del futuro che ancora non esistono… mi pare semplicemente fantastica. Non so se riesco a trasmettere con sufficiente enfasi quanto complessa e affascinante sia una facoltà di questo tipo, quanta intelligenza richieda, quanta evoluzione abbia alle spalle.

Il tema di questo articolo è proprio questo mio vecchio amore: l’immaginazione, termine che è anche parte del nome del sito. Nello specifico, vorrei spigarti perché credo che immaginare il futuro, anticiparlo mentalmente, non solo sia una possibilità che hai, ma rappresenti anche qualcosa che ti conviene fare (e nel modo giusto).

Proprio come recita il proverbio, non solo le nostre azioni influenzano il mondo in cui viviamo, ma anche quella parte meno controllabile, più profonda e misteriosa che ci accompagna (se vuoi possiamo chiamarlo inconscio) ha importanti effetti su ciò che ci accade ogni giorno. In che modo, quindi, quella parte di noi gioca le carte che abbiamo in mano? Credo che ci riesca in almeno due modi distinti:

  • In senso fisico, cioè influenzando e controllando indirettamente le nostre decisioni, i comportamenti, le scelte, persino le parole che pronunciamo.
  • In senso energetico, proprio secondo quanto stabilisce la legge di attrazione, per cui ad ogni immagine mentale è associata una certa vibrazione che tende ad attrarre a sé eventi e circostanze in accordo con essa.
Ora, so per esperienza personale e per avere osservato a lungo e lavorato con centinaia di persone che  non è semplice e certamente non è frequente per un individuo conoscere complessivamente i programmi inconsci e le convinzioni che vengono mantenute vive sotto il livello della razionalità. Occorre molta conoscenza di sé, allenamento, tempo e acutezza nell’osservarsi con distacco per sapere cosa c’è al di sotto delle decisioni impulsive, dell’intuizione, delle sensazioni alle quali a volte affidiamo importanti scelte personali (magari proprio quelle dal maggior impatto a lungo termine).
Fortunatamente, abbiamo a disposizione uno strumento estremamente semplice da utilizzare e naturale per controllare meglio ciò che indirizza oggi il nostro futuro. E se è vero che non si può controllare tutto e ci sono comunque eventi che preferiremmo evitare, è certamente meglio indirizzare qualcosa piuttosto che niente :)
Lo strumento a cui mi riferisco, naturalmente, è la visualizzazione, cioè la generazione voluta di immagini (o sequenze di immagini) che ancora non esistono nella nostra mente. Proprio ciò di cui parla il proverbio che apre questo articolo.
Chi non visualizza il futuro secondo ciò che vuole sperimentare, ogni giorno e con sufficiente dettaglio, coinvolgimento emotivo e costanza, è come se affidasse il proprio futuro alla casualità di scelte e decisioni inconsce che si basano su criteri a noi misteriosi. E’ una scelta che si può sicuramente sposare, a patto che si sia anche capaci di accettare con gratitudine e senza paure e delusioni ciò che eventualmente accadrà in futuro.
Credo però che sia più opportuno e sicuro avere almeno la possibilità (e dimostrare la volontà) di influenzare gli eventi che stanno per accadere secondo ciò che vorremmo vivere, similmente a ciò che fa l’arciere, ad esempio, che mira di certo al centro del bersaglio e crea le condizioni affinché il tiro abbia successo giorno dopo giorno allenandosi e migliorandosi, pur non avendo la certezza di vedere la freccia arrivare proprio in quel punto preciso.
Anticipare mentalmente il futuro conviene, è gratis, è facile e naturale, tanto che penso che non ci sia ragione di non farlo. Ti permette di  influenzare ciò che normalmente non sei in grado di controllare.
Sono curioso di conoscere il tuo punto di vista a riguardo, che se vuoi puoi lasciarmi sotto forma di commento a questo articolo.

Puoi leggere anche:

  1. Perché la legge di attrazione?
  2. Perché non tutte le buone azioni danno buoni risultati
  3. Un regalo per te: la macchina del tempo!

di
Francesco Fornaro – Mental Coach e direttore di
ImmaginazioneCreativa.it

La BCE prende per mano la zona euro

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Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi vuole abbattere i rendimenti spagnoli ed italiani al fine di stimolare le due nazioni a vendere più titoli a breve scadenza. I rendimenti dei titoli italiani e spagnoli a due anni, dopo le dichiarazioni di Draghi dello scorso 2 agosto, in cui ha detto che la BCE [...]
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Son tutte brutte le tasse del mondo, ma…

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La parola più utilizzata nelle ultime settimane in Italia credo sia tasse, con innumerevoli varianti quali: imposte, tributi, oneri, tariffe etc.

In questo frangente non intendo definire gli ambiti di applicazione ed il loro preciso significato, poiché non sono esattamente sinonimi l’uno con l’altro, anche se poi alla fine il risultato è sempre lo stesso: mettere mano al portafoglio e pagare!

Non intendendo neppure approfondire le scelte fatte dall’attuale Governo relative alle ultime manovre di bilancio, vorrei tuttavia evidenziare una notizia apparsa sul sito Corrieredellasera.it del 13 aprile scorso, proveniente dagli USA, che testualmente riportava: “Segretaria Obama paga più tasse del Presidente. Casa Bianca: Ecco perché il fisco va riformato.”

Tra qualche riga scriverò il sottotitolo. In via precauzionale raccomando i lettori particolarmente sensibili, di sedersi ed iniziare a prepararsi mentalmente!

Giunti a questo punto, direi che un paio di riflessioni nascano spontanee ossia:

  1. la differente sensibilità “politica” degli Stati Uniti in confronto all’Italia nell’approccio all’argomento fiscale;
  2. la stessa problematica, circa la maggior tassazione dei suoi dipendenti rispetto la propria, l’aveva precedentemente posta lo scorso mese di agosto l’“oracolo di Omaha” ossia il miliardario  Warren Buffet. Forse le incombenti elezioni presidenziali hanno “accelerato” la questione ma, per continuare col parallelismo con il Bel Paese, anche qui “ogni paio di mesi” abbiamo consultazioni elettorali e non ricordo di aver letto alcun giornale che riportasse una simile proposta di legge.

Avere Warren Buffet  come “sponsor” è un ottimo supporto per chiunque ed anche il presidente Obama non poteva avere assist migliore per proporre una legge che potesse contribuire a far fronte ad uno schiacciante debito pubblico federale che – alla data del 28 febbraio 2011 –  ha superato i 14.000 miliardi di dollari e che cresce con un ritmo di circa 1.000 miliardi ogni sette mesi (fonte Wikipedia) … anche se attualmente i ritmi di crescita si sono molto “raffreddati”.

Questa proposta di legge verso un riequilibrio della pressione fiscale, denominata “Buffet Rule” avrebbe previsto una sorta di addizionale d’imposta con un’aliquota di almeno il 30% per coloro che percepiscono redditi superiori ad 1 milione $.

Per compiutezza di informazione, va poi detto che tale progetto legislativo è stato bocciato due settimane fa dalla maggioranza Repubblicana del Senato USA, che vede nei tagli ai contributi federali al comparto sanitario/assistenziale e ai programmi “Medicare” e “Medicaid”, un inizio di soluzione alla voragine del debito nazionale.

E adesso finalmente arriviamo al sottotitolo dell’articolo che accennavo qualche riga sopra, un vero shock per un onesto contribuente italiano … pronti???

Riporto testualmente:

“Per Anita Breckenridge (la segretaria del Presidente Obama che nel 2011 ha percepito 95.000$ ndr) un’aliquota del 20,5% contro il 19% di Barack che guadagna 10 volte tanto”.

Lascio il tempo al lettore per bere un bel bicchiere d’acqua e riprendersi!

Giusto per dare un paio di dati concreti, nella tabella sottostante riporto i parametri delle aliquote di imposta negli Stati Uniti, nell’ipotesi di coniugi che hanno optato per il regime di tassazione congiunta (fonte www.fiscooggi.it)

Scaglioni di reddito (cifre in USD) e aliquote di imposta

  1. fino a 17,000 $ = 10%
  2. da 17,001 a 69,000 $ = 1,700 $ + il 15% sul reddito eccedente i 17,000 $
  3. da 69,001 a 139,350 $ = 9,500 $ + il 25% sul reddito eccedente i 69,000 $
  4. da 139,351 a 212,300 $ = 27,087.50 $ + il 28% sul reddito eccedente i 139,350 $
  5. da 212,301 a 379,150 $ = 47,513.50 $ + il 33% sul reddito eccedente i 212,300 $
  6. oltre 379,150 $ = 102,574 $ + il 35% sul reddito eccedente i 379,150 $

La discrepanza che potrebbe cogliersi tra quanto affermato nel sottotitolo e la tabella delle aliquote, nasce da diversi fattori tra i quali: una tassazione più incisiva verso il lavoro dipendente piuttosto che altri redditi/rendite quali investimenti mobiliari, diritti d’autore etc., nonché ad un’ampia regolamentazione rispetto gli sgravi fiscali che abbattono notevolmente il corrispettivo di imposte da versare.

Abbassare le tasse? Mmm, se ne parla ma …

Questa però è solo una faccia della medaglia, poiché l’altra è rappresentata dal capitolo “stato sociale”: di cui non intendo neppure sfiorare l’argomentazione per ampiezza e complessità… servirebbe un blog solo per questa tematica!

Se dovesse esistere una “terza” faccia della medaglia, indubbiamente sarebbe rappresentata dal sistema di controllo che un Paese pone in essere per far rispettare le leggi (in questo caso fiscali) per controllarne il rispetto da parte dei suoi cittadini e per sanzionare l’eventuale illecito.

Il “mito” dell’arresto di Al Capone per evasione fiscale sui redditi derivanti dalle innumerevoli attività illecite (!!!) che nella Chicago degli anni Venti e Trenta gestiva con imprese regolari attraverso una lunga serie di prestanomi, oppure più recentemente, l’attore Wesley Snipes condannato a tre anni di carcere da un giudice federale della Florida, per non avere pagato le tasse tra il 1999 e il 2001, passando al clamoroso caso del vice presidente Spiro Theodore Agnew (dal 1969 al 1973 numero due del Repubblicano Nixon) costretto alle dimissioni poiché ritenuto responsabile di evasione fiscale su alcuni contributi elettorali sono solo alcuni esempi da cui si deduce che … non conviene scherzare negli States con le tasse!!!

Senza scomodare Monsieur Lapalisse, appare evidente che le “tasse” sono il fondamentale carburante per il corretto funzionamento della macchina statale che fornisce, e dovrebbe farlo nel modo migliore possibile, una moltitudine di servizi ai  propri cittadini, ed è per questo motivo che, proseguendo nella metafora auto/combustibile, ritengo possa essere utile riflettere a questi quattro punti:

  1. La macchina deve essere tenuta assolutamente efficiente da chi la guida;
  2. Tutti devono contribuire a “mettere” i soldi quando ci si ferma a far rifornimento, come quando da studenti  un po’ spiantati si andava in discoteca e si faceva un’equa colletta;
  3. Il distributore deve garantire la validità del funzionamento del servizio, ovvero se vengono corrisposti 50 €uro di carburante: 50 €uro devono entrare nel serbatoio e 50 €uro devono entrare nelle sue casse;
  4. In ultimo, se si intende proseguire a vendere benzina & Co, valutare la diminuzione del loro prezzo, poiché gli automobilisti vogliono fare ancora molta strada… senza però dissanguarsi!

Molte altre potrebbero essere le considerazioni da fare e numerosi i ragionamenti da condividere, ti invito pertanto a fornire il tuo punto di vista LASCIANDO UN COMMENTO ALL’ARTICOLO … chissà che non lo legga qualche “responsabile della macchina”?!

Enrico Vigo


Originalmente pubblicato qui

L’Allenamento Mentale dei Campioni

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I Campioni si preparano anche con l’Allenamento MentaleCiao! Oggi voglio festeggiare e celebrare insieme a te la vittoria di uno degli atleti che sto seguendo nell’ultimo periodo insieme a Silvia.

Davide è il nuovo Campione Italiano di Judo U20 nella categoria 66kg!!!

Sabato scorso a Genova ha conquistato il suo primo titolo nazionale, e mi piace l’idea di condividere insieme a te alcuni “segreti” del suo successo!

Ho conosciuto Davide prima di Natale, quando, insieme alla sua famiglia e al Direttore Tecnico del Dojo sono venuti a farmi visita, dopo che Mirco, il papà di Davide, ha visto me ed Alle qualche mese prima in una delle nostre “uscite pubbliche” dove abbiamo parlato di Allenamento Mentale per gli sportivi.

Mirco è sempre stato molto sensibile alla tematica ed è un convinto sostenitore dell’efficacia e della forza della preparazione mentale per gli atleti di alto livello. Dopo un paio di ore di chiacchierata insieme, con Davide è nata da subito una bella chimica e abbiamo deciso di iniziare un programma di allenamento mentale in vista dei campionati italiani di marzo. Il tempo non era moltissimo, ma sicuramente sufficiente a mettere buone basi per un importante lavoro insieme. Sia Mirco che Fabiola, la mamma di Davide, sono stati subito entusiasti del lavoro da farsi e ci hanno dato una grossa mano sia a livello logistico e organizzativo, che di supporto e aggiornamento. Mirco e Fabiola sono due splendide persone e hanno la capacità di sostenere e spronare Davide con i tempi e i modi giusti, passare del tempo insieme a loro è estremamente piacevole e fra loro tre (Davide, il papà e la mamma) c’è grande intesa.

Segreto #1 Avere le persone a te più vicine che ti appoggiano e ti sostengono

Questo punto non è indispensabile, ma sicuramente aiuta tantissimo. Ho un’altra atleta che ci sta dando grandi soddisfazioni in questo periodo (chissà che in uno dei prossimi articoli non ti parli anche di lei), che vive una situazione famigliare molto simile a quella di Davide, un papà e una mamma per cui stravedo, due persone semplicemente meravigliose. L’ambiente intorno ad un atleta è estremamente importante ed ha il potere di influenzare i suoi risultati. Fai in modo di circondarti di persone che possano esserti vicino, ti aiutino ad affrontare le difficoltà e celebrino con te le vittorie.

Ma non è ancora tutto, dopo la chiacchierata prenatalizia, anche Valentino, il Direttore Tecnico del Dojo, ha deciso di iniziare un programma di allenamento mentale insieme, al fine di essere ancora più efficace nel suo ruolo e riuscire ad influenzare ancora meglio la performance e i risultati dei suoi ragazzi. Per noi Mental Coach, avere la possibilità di lavorare in sinergia con gli atleti e i loro tecnici è di grandissimo aiuto, perché in questo modo anche il nostro lavoro raggiunge la massima efficacia, potendo lavorare “di squadra” sfruttando le sinergie di un lavoro comune e condiviso.

I Campioni si preparano anche con l’Allenamento MentaleValentino è una persona preparatissima e con una grande voglia di migliorare il suo lavoro, aperto al confronto e attento al dettaglio, questo ha fatto sì che anche con lui abbiamo potuto fare un eccellente lavoro di preparazione, soprattutto a livello comunicativo, affinché la relazione e l’interazione con gli altri tecnici e con Davide (e naturalmente con gli altri atleti del Dojo) avessero la massima efficacia e il massimo impatto a livello tecnico, tattico e motivazionale.

Un altro fondamentale protagonista di questo lavoro è stato Renzo, il tecnico di riferimento di Davide. Anche Renzo è una persona molto preparata, con inoltre un’ottima competenza a livello di preparazione atletica, cosa che ha fatto sì che Davide arrivasse ai campionati italiani con una preparazione tecnico/tattica e atletica eccellente!

Con Renzo non abbiamo lavorato in maniera diretta, ma attraverso Valentino e Davide ha sempre avuto un “filo” diretto con quanto stavamo svolgendo. Oltre a ciò abbiamo avuto la possibilità di confrontarci in un paio di occasioni, cosa che credo sia stata molto utile.

Segreto #2 Avere il team che ti segue, in grado di lavorare in sinergia e di prepararti ad un livello eccellente, dal punto di vista tecnico, tattico, fisico e mentale

Questa può sembrare una banalità ed una ovvietà, ma ti assicuro che non lo è! Io e gli altri ragazzi del Team Ekis Sport frequentiamo l’ambiente sportivo professionistico ormai da anni e ti assicuro che le condizioni di cui sopra non sono così frequanti da trovare! Oltre a ciò, anche in casi dove potrebbe esserci la possibilità di avere grandissime personalità e competenze a disposizione, non è affatto detto che queste siano in grando di lavorare insieme in maniera sinergica verso un obiettivo comune!

… E c’è anche un’altra cosa di cui ho avuto conferma da Davide e dai ragazzi del Dojo. Le persone che si allenano con te rivestono un’importanza fondamentale per il raggiungimento dei tuoi risultati. Più in allenamento i tuoi “compagni di squadra” sono in grado di impegnarti e più migliori, più loro fanno bene più tu fai bene… e pensare che il Judo dovrebbe essere uno sport individuale! A tal proposito, se non lo hai ancora fatto, leggi l’articolo di Giuse qualche tempo fa sulla gestione efficace delle “riserve”.

Segreto #3 Avere una squadra in grado di portarti “oltre il limite”

Ricordo uno degli ultimi allenamenti di Davide prima del campionato italiano. Dopo la prima parte dell’allenamento i ragazzi iniziano a fare una serie di combattimenti. Ne fanno fino allo sfinimento e sono ormai pronti a godersi la meritata doccia quando Renzo, prima di chiudere l’allenamento, dice: “Ragazzi vi va di dare una mano a Davide? Gli facciamo fare 30 proiezioni?”. Ricordo la faccia di Davide… è sfinito! Renzo non ha neppure finito di parlare che i ragazzi in coro rispondono: “Sììììììììììììììì!!!!”. Preparano il materassone e Davide inizia il suo ultimo esercizio, dopo una decina di proiezioni la stanchezza inizia a farsi sentire, uno dei ragazzi se ne accorge e parte a contare ad alta voce: “14! 15! …” scandendo ogni proiezione di Davide. Immediatamente gli altri lo seguono e Davide appare quasi rigenerato, sembra prendere forza dal gruppo! Spettacolare! Questo intendo quando mi riferisco ad una squadra in grado di portarti “oltre il limite”!

Fino a qui ti ho parlato dell’importanza del gruppo di persone intorno a Davide. Ti voglio adesso dire qualche cosa di lui.

Il primo lavoro che abbiamo fatto insieme è stato definire quale voleva essere il suo obiettivo e le motivazioni per cui voleva raggiungerlo.

Segreto #4 Avere obiettivi chiari e una motivazione incrollabile

I Campioni si preparano anche con l’Allenamento MentaleSe sei pratico di sport ad alto livello sai i sacrifici che gli atleti devono fare per raggiungere il top della condizione, se sei pratico di sport di combattimento e di categorie di peso sai cosa significa a livello di “stress mentale” il calo peso, soprattutto se non sei un atleta professionista, hai 20 anni e una vita al di fuori del Dojo.

L’obiettivo di Davide era chiarissimo, le motivazioni forse un po’ da rispolverare. Intendo dire che ad un certo livello se non hai motivazioni sufficientemente forti, talvolta il prezzo da pagare per poter ambire alla vittoria sembra davvero troppo alto. La questione è proprio questa… ti devi fare un “mazzo a capanna” per avere la possibilità di vincere, ma la certezza della vittoria non te la dà nessuno! E se arrivo fino a lì e non vinco? È questa la chiave della motivazione, tutto ciò che fai deve poter andare oltre il risultato, deve renderti un’atleta e una persona migliore a prescindere dal risultato. In questo modo tutto ha un senso e un significato più ampio.

Voglio però che sia chiara una cosa, anche questa è una condizione che ritengo necessaria, ma non sufficiente… Davide si è impegnato e ha lavorato duro, tutti i giorni. Non ha chiesto e non gli sono stati fatti sconti. Ha combattuto, ha corso, ha sudato, ha mangiato secondo la sua tabella, è caduto, si è rialzato, ha fatto errori, è caduto di nuovo e si è rialzato ancora.

Segreto #5 Essere disposti a pagare il prezzo

Per arrivare in cima, se vuoi essere il primo, sappi che non ci sono scorciatoie, devi allenarti duro e affrontare a viso aperto le difficoltà. Devi essere disposto a cadere e avere la forza di rialzarti, devi essere umile e allo stesso tempo consapevole della tua forza. La vittoria in gara passa attraverso la vittoria in allenamento! Come ho letto qualche giorno fa “The way you practice is the way you play” (“Il modo in cui ti alleni è il modo in cui gareggi!”)!

Ma tutto ciò ancora non basta.

Come diceva Vincent Lombardi “Tutti vogliono vincere, ma non tutti sono disposti a prepararsi a vincere!”.

Questo è stato uno degli ultimi allenamenti che abbiamo fatto con Davide, prepararci a vincere. Volere la vittoria, essere pronti per la vittoria, sapere di meritare la vittoria, indipendentemente dal palazzetto dello sport, dagli arbitri, dagli accoppiamenti, dagli avversari!

Segreto #6 Prepararti a vincere

Per vincere devi credere di poterlo fare, devi credere essere il più forte, devi credere di poter battere qualsiasi avversario. Devi prepararti a dominare la gara se non vuoi correre rischi inutili. Ad un certo livello, se hai tutto per vincere, molto spesso vince chi lo vuole di più!

Devi essere consapevole che questo è il tuo momento, il tuo torneo, il tuo campionato, la tua partita!

E attento… non basta dirlo, ne devi essere convinto a livello profondo, anche in questo caso non ci può essere spazio per il dubbio, deve esserci solo certezza… e rispetto per l’avversario!

Tante altre cose ci sarebbero da dire e tanti altri “segreti” da svelare, ma questi li teniamo per noi ;-) .

Scherzi a parte credo che il condividere, seppur per sommi capi, il percorso di una persona che si è allenato e comportato da campione prima di diventarlo, possa esserti utile per allenare il campione che è in te!

Prima di salutarci voglio ringraziare un po’ di persone che hanno condiviso e lavorato per questo importante traguardo: grazie Silvia per l’aiuto e le idee originali; grazie Renzo per la fiducia e l’apertura nei miei confronti; grazie Fabiola per la simpatia e la disponibilità; grazie Mirco perché da te è iniziato tutto e so che tanto faremo ancora insieme; grazie Valentino per il confronto, l’umiltà e l’arricchimento reciproco e…

GRAZIE DAVIDE, GRAZIE CAMPIONE!

Un saluto e alla prossima!

Pasquale AcamaporaDi Pasquale Acamapora

Articolo scritto sul blog www.ekissportcoaching.com

Forex, le banche hanno chiesto altri 350 miliardi di euro dalla BCE

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Le banche hanno preso altri 530 miliardi di euro dalla Banca centrale europea, alimentando le speranze che il maggior credito sarà dato alle imprese per poter fare investimenti e far salire la crescita. Un totale di 800 banche hanno preso in prestito questi soldi, con una domanda superiore ai 500 miliardi di euro, ben al di sopra dei 489 miliardi assegnati nella prima di tali operazioni alla fine dello scorso dicembre.

Ciò aumenterà il livello di liquidità in eccesso in maniera piuttosto forte, il che è in ultima analisi una cosa positiva. Le obbligazioni italiane e spagnole sono suscettibili di poter beneficiare di questa decisione. L’euro è salito brevemente per poi ridiscendere nei confronti del dollaro. Questi prestiti a 3 anni sono l’ultimo tentativo da parte della BCE di contrastare la crisi della zona euro.

In passato le banche hanno utilizzato gran parte dei 489 miliardi di euro presi in prestito per la prima volta, per coprire il loro debito in scadenza. Draghi le ha esortate a prestare i fondi a famiglie e imprese, aiutando la crescita e rafforzando la coesione economica. I funzionari della BCE ora sperano che le banche possano usare la nuova iniezione di denaro per comprare titoli ad alto rendimento in maniera più aggressiva, soprattutto in Italia, con le banche italiane che già in passato hanno preso più di 200 miliardi di euro in fondi da parte della banca centrale.

Le operazioni di rifinanziamento dovrebbero permettere di uscire dalla crisi della zona euro. La cosa fondamentale è che queste misure non possono né sostituire il mercato interbancario, né risolvere la crisi del debito. C’è bisogno di altre cose per farlo, anche se queste possono essere importanti per dare una mano in questo senso.

La situazione rimane comunque difficile per la nostra valuta, che rimane ancora in crisi e debole nei confronti delle altre valute.

Originalmente pubblicato qui

Grecia, i primi effetti dopo gli aiuti

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In Grecia si è insistito circa il nuovo affare da 130 miliardi di euro, che dovrebbe dare una mano all’euro, ma ancora una volta abbassano le aspettative di ripresa del paese ellenico, tra le proteste continue e un altro downgrade del debito. Mentre il governo si affrettaro a portare a termine le formalità per le nuove misure di austerità, il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos ha detto che il nuovo pacchetto di salvataggio, approvato dai paesi della zona euro, dovrebbe proteggere la Grecia dal default.

L’accordo è di importanza storica per la Grecia, perché lega il paese all’euro. L’approvazione degli aiuti da 130 miliardi di euro è stato un ulteriore sostegno per la Grecia. Si tratta inoltre di una azione decisiva e irreversibile dagli altri paesi: la Grecia è un paese membro dell’euro e ne rimarrà membro, non vi è alcun problema legato al fallimento o alcun problema di collasso finanziario.

I paesi della zona euro proprio martedì hanno approvato il nuovo accordo di salvataggio, svalutando il debito del paese. In risposta, Fitch hanno abbassato il rating del credito della Grecia, portandolo a ‘CCC’ , un tacca sopra il default, mentre i mercati mondiali sono in un primo momento apparsi nervosi.

Tra le nuove misure di austerità del paese, ci sono il taglio delle pensioni e delle prestazioni e il taglio del salario minimo. Secondo gli ultimi studi, fatti e cifre rivelano che il paese è ancora bloccato nel fango della recessione.

Ora l’obiettivo di disavanzo di bilancio è aumentato al 6,7 per cento del prodotto interno lordo, da una previsione iniziale del 5,4 per cento. Ancora peggio, i piani per un modesto avanzo primario nel 2012, che esclude i costi del debito, sono stati cancellati, tanto che anche quest’anno il paese avrà un disavanzo primario di quasi 500 milioni di euro. La situazione è ancora critica.

Originalmente pubblicato qui

Reddito passivo, mito o realtà?

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Nel mio ultimo post raccontavo della recente esperienza a Londra al corso “NEVER WORK AGAIN” e spiegavo come il corso avesse per oggetto il tema del “REDDITO PASSIVO”, argomento estremamente interessante per chiunque abbia letto i libri di Robert Kiyosaki e, più in generale, per tutti coloro che desiderano riprendere in mano la propria vita, spesso pesantemente sacrificata sull’altare del lavoro e della continua necessità di produrre reddito secondo i ritmi frenetici della vita moderna.

Con l’articolo di oggi riprendo in mano questo tema così importante anche perchè mi sono posto il dubbio che qualcuno tra i nuovi lettori del blog possa essersi chiesto se la possibilità di produrre entrate passive sia effettivamente realistica oppure poco più di un mito e, nel caso, quali possano essere le strade ed i veicoli per ottenerle.

Senza voler illudere nessuno sull’esistenza di un fantomatico colpo di bacchetta magica (leggasi metodiche miracolistiche che permettano di diventare milionari senza lavorare nel giro di poco tempo), la mia testimonianza è tuttavia quella di chi le strategie per produrre REDDITO PASSIVO e “far lavorare il proprio denaro per sè” non solo le insegna durante il corso INTELLIGENZA FINANZIARIA (prossima edizione 17/18 febbraio a Reggio Emilia, ultimi posti ancora disponibili) ma soprattutto le applica con crescente interesse e successo da anni.

Diciamo quindi come prima cosa che produrre reddito senza lavorare è assolutamente possibile e il punto di partenza, per banale e ovvio che possa sembrare è … quello di decidere di volerlo fare!!

In effetti, la maggioranza delle persone non riuscirà mai a raggiungere tale obiettivo in quanto non si è mai fermata a riflettere sulla meccanica che lega il proprio lavoro al reddito conseguente e così facendo si auto-condanna a dover ripetere per tutta la vita la propria routine professionale fino all’agognato traguardo della pensione, con i tempi che corrono questo si ormai diventato molto più un mito o una chimera rispetto alla realtà del passato.

Illuminante in tal senso fu per me la “storia dei secchi e dell’acquedotto” che ho già raccontato in un vecchio post e che puoi trovare anche nel libro “I Quadranti del Cash Flow” di Kiyosaki.

Possiamo attivare fonti di reddito passivo in più modi ed in particolare possiamo “acquistarle” se già in possesso di una certa disponibilità finanziaria oppure “crearle” ed in tal caso avremo bisogno di dedicare tempo, competenze ed energie alla loro costruzione.

Fanno parte delle fonti di reddito passivo acquistabili gli immobili da mettere a reddito affittandoli, gli investimenti finanziari come azioni, obbligazioni, ETF etc. e le porzioni di attività commerciali gestite da terzi.

Fanno invece parte delle fonti di reddito passivo da creare in prima persona tutte le opere dell’ingegno e le proprietà intellettuali come i brevetti, i diritti d’autore di libri o musica, lo sviluppo di software da concedere in licenza d’uso, la concessione del proprio marchio o delle proprie metodologie a fronte di royalty ricorrenti, i business automatizzati e le stesse attività commerciali da noi stessi prima sviluppate e poi vendute a terzi o di cui si rimane proprietari ma non più soci operativi.

Come già scrivevo in un altro mio vecchio articolo che potresti trovare interessante per completare questo discorso (clicca qua per leggerlo), la qualità e la quantità delle fonti di reddito passivo attivate fanno la differenza in relazione sia al denaro che se ne può ricavare che al tempo effettivo che dobbiamo impegnare per mantenerle attive.

Se infatti quasi tutte le fonti di reddito passivo un minimo di attenzione e di tempo la richiedono comunque, è pur vero che l’impegno richiesto dal riscuotere degli affitti e sbrigare le inevitabili grane ricorrenti oppure dal seguire i propri investimenti finanziari per un’oretta di tempo alla settimana, comodamente seduti in poltrona a casa propria con il computer sulle ginocchia, sono davvero ben poca cosa se paragonati alle 40 o più ore alla settimana altrimenti dedicate alla propria professione.

Come insegno sempre ai miei allievi del corso INTELLIGENZA FINANZIARIA, un altro aspetto importante da considerare nel organizzare la propria vita attorno alla creazione o all’acquisto di fonti di reddito passivo è anche dato dal fatto che “il denaro e il guadagno non sono tutti uguali” e con questo mi riferisco al cruciale aspetto della fiscalità e delle spese connesse alla creazione di reddito.

Se infatti un artigiano o un commerciante possono con relativa semplicità incassare anche più di 1.000 € in una singola giornata di lavoro, occorre tuttavia considerare che su quello stesso incasso gravano costi importanti (acquisto della merce da rivendere e costi di esercizio dell’attività come affitto dei locali, consumi, compensi a dipendenti e collaboratori etc.) e che sull’utile netto rimanente tra un balzello e l’altro il fisco se ne porta poi via la maggior parte. Ecco così perchè anche un’attività apparentemente estremamente florida spesso si traduce in ben poco denaro spendibile per il titolare della stessa che, oltre al sentirsi una costante e pesante responsabilità sulle spalle, solitamente dedica al proprio lavoro molto più delle famose 40 ore a settimana dei lavoratori dipendenti.

Prova ora invece a pensare ad una somma di denaro anche molto inferiore ai 1.000 € a giornata di cui sopra ma indenne o quasi da costi accessori in quanto ottenuta a fronte di diritti d’autore, come incasso da una locazione oppure come plusvalenza da un’operazione di trading in azioni o ETF e sul cui incasso si paghi solo un’aliquota standard staccata dal cumulo della dichiarazione dei redditi (ad es. il 20% per le plusvalenze azionarie o il 12,5% per quelle ricavate dai BOT), fai presto a comprendere come in questo caso il denaro spendibile prodotto dalle fonti di reddito passivo sia decisamente più interessante.

Come dicevo poco sopra, “il denaro e il guadagno non sono tutti uguali” e il reddito passivo vince nettamente il confronto con il reddito da lavoro anche sotto questo punto di vista.

Smettiamo tutti di lavorare quindi?

Beh, certo che no.

Premesso che si lavora non solo per il denaro ma anche per altri motivi tra cui la realizzazione di sè, la crescita personale, il contribuire al miglioramente della vita delle altre persone etc. penso tu possa aver compreso come sia acquistare che tanto più creare le proprie fonti di reddito passivo rappresenti comunque un impegno nel presente anche se finalizzato ad una crescente futura libertà personale.

Il traguardo finale non è quindi tanto la ricchezza o il non lavorare mai più bensì l’aumento della propria libertà personale ed in particolare della propria possibilità di scegliere come utilizzare il proprio tempo, se al lavoro o ad altro scopo e, nell’ambito del lavoro, a cosa e quanto dedicarsi.

Oggi personalmente guadagno di solo reddito passivo molto di più di quanto guadagnassi a livello complessivo 5 anni fa e, ti assicuro, la differenza nella qualità delle scelte che mi posso permettere e nella diminuzione di stress si sente tutta.

Se me lo permetterai, sarà mio piacere e privilegio continuare a farti da Coach in questo percorso così importante e affascinante.

Roberto Pesce


Originalmente pubblicato qui

Da disoccupati a … imprenditori!

Articolo offerto da Coaching per te per la categoria Formazione e Coaching

Tu guarda “il caso”! :-)

Appena decido che due dei principali argomenti del “nuovo blog” (a questo proposito se non l’hai ancora letto leggi il post di ieri) sono le Finanze (più volgarmente detto “i soldi”) e il Business (più volgarmente detto “il lavoro”) e guarda cosa mi capita di leggere tra le notizie di questi giorni:

“DA DISOCCUPATI A IMPRENDITORI

Questa la vera storia di P.B., 54 anni, e P.A., 37, operai marchigiani che dopo aver visto fallire le aziende per le quali lavoravano hanno deciso di prendere in mano i loro destini. Come? Facendosi anticipare l’indennità di mobilità loro dovuta alla fine della cassa integrazione e con la somma ottenuta hanno rilevato due ditte presenti sul loro territorio destinate a chiudere.

L’anticipo delle mensilità per mobilità è calcolata sulla base dell’età, è uno strumento previsto per legge nel caso in cui sia finalizzato all’apertura di una attività in proprio, 30mila euro P.B. e 10mila P.A.

E in questa loro nuova impresa i due hanno investito tutto. «Ho avuto paura e l’ho tuttora — racconta P.B. a Il Resto del Carlino, ma ho voluto dimostrare a mia figlia, di 18 anni, che non ci si deve arrendere mai, che nella vita non si deve smettere di mettersi in gioco, si deve saper ricominciare». Ora gestisce il centro assistenza e riparazione elettrodomestici Visentini E di Corso Isonzo a Fermo.

P.A. invece, è socio del maglificio Tristana Aeb Tessiture di Ro Ferrarese. E la pensa allo stesso modo: «So bene di aver corso un rischio, soprattutto con i tempi che corrono. Va detto però che l’aria che si respira fuori è diversa da quella che si respira dentro, in azienda. Io sono ottimista».

«P.B. e P.A. hanno rischiato tutto — sintetizza Riccardo Mantovani, responsabile del dipartimento sindacale di Confartigianato, che ha seguito l’operazione —, dimostrando che si può fare di necessità virtù. Non si sono pianti addosso e hanno preso quanto c’è di buono nella normativa sugli ammortizzatori sociali e hanno evitato di fare i disoccupati». Sicuramente una bella storia che vale la pena raccontare, soprattutto in un momento come quello che stiamo vivendo.

[…]

Fonte: IlRestoDelCarlino.it”

Ora, al di la del fatto che ci saranno sicuramente altri mille risvolti che la notizia ha omesso, vorrei che rimanessi sul fatto in se e che condividessi con me alcune riflessioni.

Innanzitutto, in un momento come questo, dove la preoccupazione principale delle persone sembra quella di piangersi addosso e di dare la colpa ad altri di ciò che sta succedendo, leggere la storia di due persone che, in una situazione non sicuramente felice (perdere il lavoro a 54 e 37 anni non è sicuramente piacevole), trovano dentro se stessi la forza e il coraggio di trasformare un “problema” in una nuova sfida da affrontare e superare … bèh non è cosa da poco!

Tu al loro posto cosa avresti fatto?

Bèh se stai leggendo questo blog significa che sei una persona un pò “speciale” che crede nella crescita personale e che sa cosa significa cercare dentro di se le risposte per andare avanti, e probabilmente avresti fatto anche tu qualcosa di simile ai due protagonisti della storia.

Ma quante persone ci sono al mondo invece che, in una situazione come questa, avrebbero trasformato il “problema” in una catastrofe?

E sono persone che, purtroppo, vedi in giro ogni giorno, persone che hanno avuto la “sfortuna” di perdere il lavoro e, invece di rimboccarsi le maniche per fare qualcosa, le vedi in giro fiacche, depresse, lamentose, incazzate con tutto e tutti che vivono nella speranza che un giorno arrivi qualcun’altro a dargli, magari, un nuovo lavoro che non arriverà mai.

Ora stari dicendo “fai bello tu a parlare che il lavoro non l’hai perso!”

BALLE!!!

Ognuno di noi ha le sue sfide da superare e i suoi obiettivi da raggiungere, quindi non serve necessariamente perdere il lavoro o finire nella “cacca” per capire “come sei fatto”.

Si dice spesso che nelle situazioni estreme viene fuori il vero carattere delle persone; sicuramente è vero, ma io sono dell’idea che le situazioni estreme amplificano solamente solo quello che una persona è già.

Se sei abituato a lamentarti di tutto e di tutti, in una situazione di estrema difficoltà sarai portato a lamentarti maggiormente.

Se invece sei una persona abituata a guardare in faccia i “problemi” e ad affrontare le sfide con coraggio e determinazione, in una situazione di estrema difficoltà sarai portato ad attingere con ancora più forza e coraggio alle tue risorse per superarla.

Quindi, riflessioni sulla storia appena letta:

1 – in ogni situazione, anche in quelle di difficoltà, puoi trovare qualcosa da cui far nascere qualcosa di “buono”;

2 – se aspetti sempre che ci sia qualcuno disposto a risolvere i tuoi problemi … avrai sempre problemi da risolvere;

3 – uso una frase super-inflazionata ma assolutamente vera: “se hai un PERCHÉ abbastanza forte il COME non è mai un problema”;

4 – se impieghi il tuo tempo e le tue energie a piangerti addosso per quello che ti sta succedendo, stai togliendo tempo ed energie a quello che potresti fare;

5 – Adesso continua tu …

Ps: bèh per uno che ha dichiarato solo ieri di non occuparsi più di Life Coaching questo post non è niente male! :-)

Al prossimo post!

Andrea.

Nel frattempo, se ti va di condividere le tue riflessioni, lasciami un commento qui sotto! :-)

Originalmente pubblicato qui