La fiducia nella zona euro ha un costo

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Mario Draghi scopre che la fiducia nella zona euro ha un costo. Dal momento in cui il presidente della Banca centrale europea ha parlato, il mese scorso, delle prospettive economiche della nostra zona economica e ha detto che il peggio della crisi del debito è finita, l’euro è salito al massimo da 14 mesi contro il dollaro. Le banche hanno alimentato il rally dell’euro rimborsando i prestiti di emergenza in maniera maggiore del previsto, riducendo il bilancio della BCE. La “minaccia del recupero” dell’Europa prima che questo effettivamente inizi ha messo in evidenza come Draghi sta camminando sul filo del rasoio nella sua intenzione di mirare a rafforzare la fiducia senza spingere all’euforia. Con allentamento della politica monetaria negli Stati [...]
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La crisi politica italiana respinge gli investimenti e i capitali

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L’Italia è una delle economie più importanti in UE, ma secondo la BCE l’attuale clima politico che si respira, di assoluta incertezza, porta sempre più persone ad investire lontano dal “bel paese”, alla ricerca di rendimenti più sicuri, magari in paesi che abbiano una tripla “A” come credito. Le parole di Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, sono decisamente chiare e mettono in evidenza come, ancora una volta, bisognerebbe avere le idee chiare per riuscire ad uscire dalla crisi. Gli investimenti stranieri sono fondamentali per qualsiasi paese, dato che portano denaro in “sola entrata”, che può essere usato, tra le altre cose, per aumentare la produzione e per creare posti di lavoro, di cui l’Italia oggi è in forte crisi [...]
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Le tappe fondamentali del 2012 europeo, parte 3

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E’ il primo giorno di apertura dei mercati in gennaio e inizia praticamente un nuovo anno per la zona euro. Quale giorno migliore per concludere una visione di insieme della zona euro e del suo 2012, prima di iniziare, si spera alla grande, questo nuovo anno? Il 26 luglio 2012 è stata forse una delle date simbolo per l’Euro, con Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, che fa una promessa: “nel nostro mandato la BCE è pronta a fare tutto il necessario per preservare l’euro. E quello che faremo sarà sufficiente”. Questi impegni sono poi stati elaborati il successivo 6 settembre con un programma di acquisto illimitato di bond dei paesi in difficoltà, una soluzione vista come abbastanza convincente [...]
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Il 2012 volge al termine, tempo di bilanci e nuove prospettive

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Scampata la fantomatica fine del mondo teoricamente profetizzata dai Maya, siamo così giunti agli sgoccioli del 2012, pronti per il brindisi di fine anno e per un nuovo inizio ma … con quale bilancio e prospettive?

Partendo dalle considerazioni macro, se il 2011 fu definito “l’anno dello spread” non è che l’anno appena trascorso ci abbia fatto ballare una musica diversa visto che lo scenario di crisi del debito si è tutt’altro che risolto anche se forse ci siamo lasciati alle spalle gli spauracchi più immediati soprattutto grazie ad un pò di rigore immesso nei bilanci di alcune nazioni (Italia in primis) e ad un rafforzato sentiment di difesa dell’euro contro le speculazioni internazionali dovuto in buona parte al decisionismo di Mario Draghi e della BCE.

Aldilà di quanto dicono i media, sempre più surreali nelle loro esternazioni se li si legge con occhio critico ed informato, a mio modestissimo parere restano tuttavia aperte sul tappeto un pò di questioni assai critiche che provo ad elencare in ordine sparso e super sintetico senza entrare nel dettaglio delle singole questioni:

  1. Le più grandi economie mondiali (USA, Giappone ed Europa in primis) restano sepolte sotto una montagna di debito finanziario che non si capisce quando e come potrà essere ripagato
  2. L’economia in generale rimane costruita su fondamenta di sabbia visto che le principali valute sono ormai solo “virtuali” (nemmeno più cartacee) e non sono coperte da altro che non la fiducia che il mondo stesso ripone nella solidità dei singoli blocchi economici e nella loro volontà e possibilità di far fede agli impegni debitori. In questo ambito sottolineo come sia la BCE che la FED abbiano immesso recentemente ed in maniera massiccia nuova valuta e come il Giappone si prepari a fare lo stesso dietro la sua nuova guida politica. Gli stessi USA alle prese con il famigerato “fiscal cliff” ormai in scadenza nelle prossime ore non vedo quale altra soluzione potranno adottare se non alzare nuovamente last minute il proprio tetto del debito pubblico e di conseguenza “stampare altra moneta virtuale” aggravando il problema di cui sopra.
  3. Le classi politiche e dirigenti e le stesse elite bancarie e finanziarie internazionali sono sempre più inette ed inefficienti, con palese mancanza di unità di intenti e idee assai confuse sulla natura della bestia con la quale si stanno confrontando e sulle potenziali conseguenze delle azioni che stanno intraprendendo. Per parola stessa di alcuni banchieri ed economisti di livello internazionale: “Ci stiamo muovendo nella nebbia, nessuno ha mai affrontato problemi simili agli attuali e nessuno sa verso cosa stiamo andando …”
  4. In Europa e soprattutto in Italia i problemi dell’economia reale sono moltissimi e di difficile soluzione soprattutto in prospettiva della situazione politica caotica che si va prospettando per i prossimi mesi che richiederebbe invece grande coesione, leadership forte e coraggio nel prendere decisioni importanti e radicali accettando l’idea di fronteggiare l’inevitabile forte dissenso che tali decisioni comporterebbero. Giusto per citare alcuni dei mali nostrani, soffriamo gravemente di: eccesso di burocrazia soffocante, pressione fiscale intollerabile e odiosa che distrugge alla radice qualsiasi iniziativa imprenditoriale e di conseguenza contrae l’occupazione e i consumi stessi, discredito grave delle istituzioni un pò a tutti i livelli, magistratura con tempi biblici e scarsamente affidabile quanto a certezza del diritto, servizi scarsi, lenti ed inefficienti, sprechi, corruzione e clientele a livelli da paese terzomondista etc.

Insomma, motivi per stare allegri e per prevedere una semplice e rapida uscita dal tunnel onestamente non se ne vedono. Facendo un ulteriore balzo in avanti nel ragionamento la mia impressione è che più che la fiducia quanto oggi tiene ancora assieme il sistema è l’essere tutti sulla stessa barca e un pò in ostaggio reciproco per cui anche chi tiene il coltello dalla parte del manico non è in condizione di poterlo utilizzare in quanto la morte del proprio dirimpettaio sarebbe causa stessa della propria come se i nostri due immaginari protagonisti fossero in equilibrio precario su una piattaforma tenuta faticosamente in piedi solo dalle reciproche posizioni.

E quindi?

E quindi onestamente non lo so, arrivati ad un certo punto del discorso confesso di trovare il mio limite di competenza, preparazione e capacità di visione per sapere come se ne possa uscire e cosa ragionevolmente potrà accadere ed in quali tempi e poco mi conforta sapere che gli stessi amletici dubbi ed incertezze tormentano chi ha ben altre responsabilità rispetto alle mie. In buona sostanza, si entrerà nel 2013 navigando a vista così come è stato negli ultimi anni e come suppongo sarà per molto tempo ancora.

Eppure …

… eppure credo che alcune decisioni vadano prese perchè assieme agli elementi critici di cui ho parlato ce ne sono almeno altrettanti molto positivi che rischiamo di dare per scontati.

Partendo dal personale e dal particolare per andare verso una generalizzazione, solo ieri sera mio suocero mi raccontava di come nella sua gioventù un pò di pane e di olive fossero quanto di massimo potessero permettersi di mettere in tavola e raccontandomi della miseria dell’epoca (parliamo solo di 60 anni fa non del medioevo…) concludeva dicendo: “Oggi invece abbiamo tutto…” e così facendo inconsapevolmente riequilibrava la bilancia del giudizio spostando l’accento dai mancati regali natalizi di quest’anno, dal fatto che ci sia meno gente nei locali, meno consumo di dolci e spumante, meno soldi in tasca rispetto a qualche anno fa e rimettendo invece al centro della scena il fatto che in ogni casa ci siano riscaldamento, elettricità, acqua potabile, televisione, telefono, internet, frigoriferi comunque pieni di cibo di buona qualità, che i nostri figli possano andare a scuola e Babbo Natale sia comunque per loro arrivato anche quest’anno, che possano crescere nel calore e nell’affetto e ricevere un’istruzione che li aiuti a formarsi ed evolversi, che sulle nostre teste europee da 70 anni in qua non ci sia più stato lo spettro delle guerra, che tutto sommato continuiamo a curare il nostro abbigliamento e la bellezza delle nostre case visto che da buoni ancorchè un pò derelitti italiani amiamo il bello e la qualità della vita in ogni sua espressione nonostante per altre cose siamo anche parecchio cialtroni.

Chiudendo il 2012 ed entrando nel 2013 abbiamo l’obbligo e la necessità di compiere una scelta.

Dobbiamo scegliere su quali cose concentrarci e a quali aspetti dare attenzione ed energia.

Possiamo concentrarci sugli elementi di crisi e di difficoltà e dare ascolto ai telegiornali oppure guardarci attorno senza preclusioni ideologiche o inutili nostalgie e decidere di provare gratitudine per le tante cose belle e preziose che tutt’ora ci circondano e che magari troppo spesso diamo per scontate.

Possiamo decidere se continuare a vivere in questo stupendo ma anche sciagurato paese che si chiama Italia oppure andare a trovare nuove e più favorevoli opportunità all’estero come hanno fatto molti dei nostri nonni e padri. In ogni caso, nostra è la responsabilità di come muoverci all’interno dello scenario attuale e del paese in cui decidiamo di vivere e lavorare ed è amplissima la possibilità di manovra che ci è data quanto a cosa fare e come organizzarci per poter continuare a crescere, progredire e migliorare la nostra qualità di vita.

Si badi bene, parlo con cognizione di vocabolario di QUALITA’ DI VITA che è cosa diversa dallo “STILE DI VITA o LIFESTYLE” su cui ci siamo concentrati negli ultimi 30 anni.

Il LIFESTYLE comprende l’abbigliamento che indossiamo, i beni che possediamo, il denaro che abbiamo in banca, il titolo onorifico che anteponiamo al nostro nome sui biglietti da visita, gli alberghi e le località che possiamo permetterci per le nostre vacanze. E’ un fatto indiscutibile che questa diabolica “economia di carta” nella quale viviamo da decenni abbia consentito un pò a tutti di aumentare considerevolmente il proprio stile di vita, il che è stato bello e positivo sino a quando è diventato eccessivo e ha iniziato ad essere promosso tramite l’indebitamento.

Nel giro di qualche decennio siamo quindi passati dal pane e olive e dai risparmi investiti in istruzione, case e attività imprenditoriali al contrarre debiti per acquistare auto nuove, televisori e videogames. Identico processo è avvenuto a livello pubblico con l’attenzione che si è progressivamente spostata dal costruire autostrade, infrastrutture e sanità al mantenere un esercito di parassiti e le proprie clientele. Che tutto questo non possa reggere mi sembra tanto ovvio da non valer nemmeno la pena essere argomentato.

Ora è tempo di riequilibrare la bilancia e tornare a dare valore alla QUALITA’ DI VITA ossia a ciò che è davvero importante, magari comprendendo che la felicità e il benessere non stanno nel mantenere apparati e strutture faraoniche quanto piuttosto nel godersi ciò che si ha e nel lavorare per migliorare la qualità complessiva della nostra esistenza e di quella del nostro prossimo.

QUALITA’ DI VITA vuol dire certamente benessere economico e un pò di lifestyle ma significa soprattutto avere tempo libero per sè stessi ed i propri cari, potersi dedicare a ciò che si ama fare, prendersi cura della propria salute e del proprio benessere fisico e psicologico, vivere all’interno di un ambiente sano e motivante dove per “ambiente” intendo tanto i luoghi fisici quanto la qualità delle proprie relazioni.

La storia ha visto sistematicamente nuovi imperi e civiltà evolversi, crescere, prosperare quindi implodere e il processo si è ripetuto più e più volte con nuove civiltà più fresche, motivate ed “affamate” che si sono sostituite a quelle divenute troppo sazie, grasse e pigre per continuare a mantenersi al vertice (nota per i miei ex allievi: anche qua fase 1, 2, 3 e 4 … ricordate?). E’ già successo e sta accadendo di nuovo proprio adesso, di fronte ai nostri occhi, e a mio parere non è nè un male nè qualcosa da temere purchè si sia in grado di comprendere il processo ed adattarsi agli inevitabili cambiamenti in corso che, vale la pena ricordarlo, portano oltretutto sempre con sè giganteschi trasferimenti di ricchezza e opportunità notevoli per chi è attento e preparato per poterle cogliere.

Da parte mia concludo un 2012 ancora una volta positivo ancorchè pieno di alti e bassi, grandi soddisfazioni e momenti difficili e in tutto ciò un sacco di crescita personale essendo l’esperienza sempre la miglior maestra di vita anche e soprattutto quando ti fornisce inattese zappate sui denti.

Entro quindi nel 2013 con molte idee e tanti cantieri appena aperti avendo deciso di rivoluzionare un’attività professionale ed un’offerta formativa che negli ultimi 5 anni era cresciuta quasi del 50% ogni anno diventando sempre più solida e completa ma che con l’anno nuovo si rinnoverà in maniera profonda per fornire nuovi stimoli sia a noi che la portiamo avanti che a chi la segue come allievo.

Ci sarà tempo e modo di illustrare le varie novità in programma e ti anticipo che già a gennaio lancerò una sorta di sondaggio o pubblico appello a tutti coloro che, in vari ruoli e possibilità, avranno piacere di proporsi per lavorare con noi in maniera più o meno impegnata o anche estremamente part-time.

Parlando solo dei protagonisti di questo 2012, non posso non concludere questo articolo ringraziando innanzi tutto ROBERTO IVALDI per l’importantissima ed instancabile attività di supporto e customer care, ENRICO VIGO che è passato un pò alla volta dal ruolo di ex-allievo a quello di autore del blog e apprezzato trading coach con l’iniziativa del “Kaizen Trading Coaching”, MICHELE COLOSIO, creatore e trainer del corso “Investire in Obbligazioni”, ed infine MASSIMO GOLFARELLI, creatore e trainer del corso “Robot Forex Trading” che ha anche dato stimolo ed impulso alla nascita della “Divisione Forex” che svilupperemo ampiamente proprio nel 2013.

Insomma, non è che anche nell’anno passato si sia stati con le mani in mano quanto a novità, non credi?

Volgendo lo sguardo al futuro, un primo pezzo della rivoluzione formativa del 2013 è già stato reso pubblico ed è rappresentato dal restyling del mio corso più storico e più importante ossia INTELLIGENZA FINANZIARIA che esordisce a febbraio con il suo nuovo programma (e con una promozione folle, se non la hai ancora vista CLICCA SUBITO QUA prima che terminino i posti in offerta sconto dell’80% !!) e con una doppia data per agevolarne ulteriormente la partecipazione (a Reggio Emilia l’1-2 febbraio e a Milano il 22-23 febbraio 2013).

L’ultimo ringraziamento e saluto del 2012 va infine a TE CHE MI LEGGI e spesso commenti questi articoli fornendo sempre spunti interessanti di condivisione e discussione e che magari hai anche avuto la bontà di partecipare ad uno o più dei corsi proposti finora.

GRAZIE, sappi che non ritengo scontata la fiducia che riponi in me e l’attenzione che presti al mio lavoro e che ancora più di prima vorrò in futuro ripagare cercando di fornirti in più modi stimoli, informazioni, conoscenza e motivazioni per migliorare la qualità della tua vita.

Buon Fine Anno, alziamo i bicchieri per un ultimo brindisi, ci si vede nel 2013 !!

Roberto Pesce

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Pignoramenti: +22,8% nel 2012

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Più 22,8% nel solo 2012. Migliaia di persone che perdono la casa. E questo nonostante 274,6 miliardi di prestiti triennali al tasso dell’1% ricevuti dalla Bce. Niente nuovo ossigeno alle imprese, niente sostegno alle famiglie. Le banche quei soldi li utilizzano per abbellire bilanci e pagare dividendi alle Fondazioni Bancarie. Lo sostiene Abusdef, associazione italiana per la difesa dei consumatori e degli utenti dei servizi bancari e finanziari.Articolo scritto sul blog http://www.abcrisparmio.it/

Moratoria mutui e sostegno all’economia reale

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Le banche sono state al centro di numerose polemiche nei mesi scorsi. La più importante riguarda la loro “avarizia” nel concedere finanziamenti alle piccole e medie imprese. Per permettere a queste ultime di uscire dalla crisi di liquidità che le attanaglia, le parti sociali hanno raggiunto un accordo sulla moratoria sui mutui.LEGGI ANCHE: Imprese che resistono alla crisi economicaLe banche, la BCE e le piccole impreseL’accusa più grande mossa nei confronti del sistema bancario è quella di [...]Articolo scritto sul blog http://www.abcrisparmio.it/

BORSE ED ECONOMIA REALE, DUE REALTA’ SLEGATE

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La scorsa settimana, pur con dei distinguo, i mercati finanziari hanno chiuso in positivo, confermando la tendenza generale di fondo che, dal 4 di giugno, ha originato un movimento decisamente importante su tutti gli indici.
Per quanto riguarda l’Europa, si sono avute le decisioni di BoE e BCE sui tassi di interesse; la Bank of England ha lasciato, come ci si attendeva, i tassi d’interesse allo 0,50% ed il programma di acquisto di asset a 375 mld di sterline. Anche la BCE ha mantenuto i tassi allo 0,75% senza particolari novità: il governatore Draghi si è detto pronto all’acquisto di titoli di stato, ma solo su richiesta dei governi e le condizioni cui sono subordinati gli aiuti del fondo salva-Stati non devono essere necessariamente punitive.

Mentre in Spagna l’emissione obbligazionaria ha mantenuto rendimenti sottocontrollo, grazie all’opinione che Madrid non si trovi proprio con l’acqua alla gola, le notizie che provengono dalla Grecia sono peggiori: senza la nuova tranche di aiuti internazionali il Paese ellenico non potrà rispettare i propri oneri finanziari entro novembre. Il premier Samaras ha rivelato infatti che la liquidità disponibile per Atene scarseggia e sarà necessario, in qualche modo, diminuire gli interessi che il governo greco paga periodicamente oppure ristrutturare il programma di scadenze previsto.

Negli Stati Uniti vi è stato il newsflow più rilevante per gli indici internazionali con i dati provenienti dal mercato del lavoro americano. Una importanza che diviene ancora più marcata, se si pensa che siamo ormai al rush finale per quanto concerne le elezioni americane. Sono buone, infatti, le notizie per il presidente in carica Obama, che vede migliorare i dati relativi a posti di lavoro e tasso di disoccupazione. I primi sono aumentati di 114.000 unità, mentre il secondo si è assestato al 7,8% dal 8,1% (al minimo da gennaio 2009): entrambi i dati hanno sorpreso gli analisti, che hanno considerato positivamente anche il progresso dell 0,27% sulla partecipazione della forza lavoro. A Wall Street il tono rimane positivo nonostante un close settimanale poco brillante, mentre le borse europee hanno potuto “festeggiare” gli ottimi dati macro proveniente dagli Usa. Meno brillante del solito è stato invece il Nasdaq, appesantito dal calo di Apple che soffre per le problematiche di produzione in Asia.

In ottica intermarket, tornano a salire Euro e Oro, in correlazione diretta col maggior appetito per il rischio espresso dagli operatori.

I maggiori indici internazionali rimangono dunque vicini ai massimi, ma ciò che balza all’occhio è la dicotomia sempre più marcata tra mercati finanziari ed andamento economico, alla luce anche dell’ultima revisione del Fondo Monetario Internazionale che ha ridotto ulteriormente le stime di crescita per il 2013. Economia reale e mercati finanziari sembrano due realtà slegate tra loro.

E’ evidente che prima o poi dovrà esserci un riallineamento dopo il grande rialzo estivo dei mercati,  per cui o nei prossimi mesi ci sarà un miglioramento dell’andamento economico, oppure ci sarà un ridimensionamento degli indici azionari. A breve a favore del mercato azionario depongono due fattori: il fatto che i rendimenti reali delle obbligazioni siano sostanzialmente negativi e la possibile richiesta di aiuti da parte della Spagna.
A nostro parere, tuttavia, i margini di ulteriore rialzo sull’azionario sono limitati; è preferibile tenere monitorati attentamente i propri investimenti  e, in caso di segnali negativi, ridurre le posizioni al fine di preservare i guadagni corposi degli ultimi mesi.

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
fabrizio.taccuso@gmail.com

Articolo scritto sul blog http://www.mantovafinanza.blogspot.com/

Spagna e Grecia, le proteste non si fermano

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L’ex primo ministro britannico, Gordon Brown, ha descritto la situazione della zona euro come più tranquilla grazie ai piani della BCE per calmare i mercati finanziari. Una cosa che sembra stata sottovalutata da Brown sono gli scontri che di recente ci sono stati ad Atene e a Madrid di recente. Sono milioni i lavoratori in tutta la Grecia che prenderanno parte alle 24 ore di sciopero in segno di protesta contro gli ulteriori tagli alla spesa pubblica per circa 10 miliardi di euro. Trasporti pubblici, scuole, ospedali, banche, siti storici e persino i negozi hanno chiuso i battenti. I tagli fanno parte degli accordi che il paese greco ha fatto con l’Europa al fine di poter avere un nuovo piano [...]
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Il riepilogo della situazione spagnola

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In Spagna gli oneri finanziari sono sempre al centro delle attenzioni degli investitori. Gli oneri iberici hanno oscillato durante questa settimana in seguito all’incertezza circa i piani di infiltrazione Rajoy nella psicologia del mercato. Il tasso di interesse sulle obbligazioni spagnole a 10 anni è sceso al minimo da sei mesi a questa parte, questo nei giorni appena successivi all’annuncio del legame di acquisto da parte della BCE. Due giorni fa il rendimento delle obbligazioni spagnole a 10 anni era pari al 5,68 per cento, passando dal 6 per cento del giorno prima. Il debito della Spagna è un’altra cosa che preoccupa molto, dato che esso equivale al 76 per cento della produzione economica, vicino al limite estramo per considerare [...]
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Spagna, la situazione sembra migliorare

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La Spagna ha avuto un leggero sospiro di sollievo quando la Banca centrale europea ha detto di voler acquistare quantità illimitate di titoli di Stato per aiutare i paesi che si trovano in difficoltà. Dopo che la BCE ha promesso, due settimane fa, di voler fare di tutto per salvare i paesi che cercano l’aiuto della banca stessa, gli oneri finanziari spagnoli hanno registrato un netto calo, segno che gli investitori sono più fiduciosi che il governo possa pagare i suoi debiti. Eppure la Spagna, che è la quarta più grande economia della zona euro, non è ancora fuori dalla zona di pericolo. Il primo ministro Mariano Rajoy ha detto la settimana scorsa che il paese potrebbe non aver bisogno [...]
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