UNIT ED INDEX LINKED, PRODOTTI DA EVITARE!

Articolo offerto da Coaching per te per la categoria Ricchezza e prosperita’
Poichè ultimamente ci sono giunte diverse richieste di chiarimenti da parte dei nostri lettori, da questa settimana, anche per rendere i nostri articoli il più concretamente fruibili a tutti, abbiamo deciso di pubblicare direttamente sul blog le nostre risposte.

F.M. ci chiede quali sono i prodotti proposti dalle banche che, in linea massima, sono sempre da evitare e per quale motivo.

Non c’è dubbio che l’industria finanziaria, nel tempo, anzichè migliorare la qualità della sua offerta,  abbia costruito ad hoc prodotti sempre meno trasparenti e comprensibili ai risparmiatori. Tra questi in primis ci sono le Unit e le Index linked, prodotti di tipo assicurativo non tradizionali che vengono legate a qualche strumenti finanziario di tipo speculativo.
Le Unit Linked vengono agganciate a fondi comuni, le Index Linked a indici azionari od a panieri di azioni.
Nella stragrande maggioranza dei casi non esiste nessun valido motivo finanziario per sottoscriverle! Sono i classici prodotti da budget, l’incubo degli sportellisti delle banche che, pressati dalle loro Direzioni Centrali ne devono collocare quanto più possibile ai loro clienti, in quanto garantiscono notevoli commissioni (upfront) alla banca che li colloca ed alle compagnie assicurative che li confezionano.

Le Unit linked vengono vendute al pubblico con i nomi più esotici, l’esempio che rende meglio l’idea è quello delle Matrioska, in realtà si tratta di “scatole” inutilmente complesse, create al fine di caricare il risparmiatore di costi e commissioni non direttamente visibili, ma che incidono in maniera pesante sulla performance del capitale investito.

I livelli di costo sono solitamente tre:
il caricamento iniziale, in quanto sul versamento la compagnia trattiene una percentuale che può variare tra un 5% e 10% (!!!!!))  della somma investita: in pratica ogni 1000 euro versati ne vengono investiti realmente tra i 950 ed i 900;
la commissione di gestione del fondo unit linked: si aggira tra l’1% ed il 2% e viene detratta direttamente dal rendimento del fondo. Il fondo, normalmente, non fa altro che altro che acquistare altri fondi;
le commissioni ed i costi dei fondi acquistati dal fondo unit: variano in un range tra 0,8 e 2% annuo e rappresentano una ulteriore voce di costo che indirettamente viene messa a carico dei risparmiatori.

Appare del tutto evidente che i costi incidono pesantemente sull’investimento (ecco perchè tutte le banche spingono con decisione le Unit Linked) e per poterli anche solo recuperare è necessario che l’andamento dei mercati sia sempre molto favorevole. C’è da aggiungere inoltre che questa tipologia di polizze non gode più di nessun beneficio fiscale e pertanto il risparmiatore non può contare neppur su tale risparmio per compensare le commissioni pagate.

Nel caso delle index linked, come si diceva prima, l’investimento è ancorato ad indici di borsa o particolari panieri di titoli azionari. Com’è composto l’investimento? In questo tipo di polizze i premi vengono utilizzati per acquistare un’obbligazione strutturata che si compone di un’obbligazione senza cedola ed un’opzione su uno o più indici di borsa.  Le index linked rappresentano sostanzialmente un investimento intermedio tra l’acquisto di azioni o indici in borsa ed una tradizionale polizza vita e la loro durata media è tra i 7 e 10 anni. Anche in questo caso i caricamenti iniziali (che possono arrivare anche qui sino al 10% dei premi versati e che vengono indicati solo in prospetti informativi mai letti dai risparmiatori) ne sconsigliano assolutamente la loro sottoscrizione.

Oltre al rischio controparte, ossia il rischio legato a chi emette le polizze, gli investitori che volessero disinvestire prima della scadenza si potrebbero trovare di fronte a valori di riscatto molto inferiori rispetto all’importo sottoscritto (sia per gli alti costi dei prodotti che per l’andamento dei mercati azionari sottostanti).
Gli scenari probabilistici indicati nei documenti informativi, che quasi nessuno legge, evidenziano come le polizze abbiano, generalmente, ridottissime possibilità di battere investimenti privi di rischi, meno costosi e liquidabili in qualsiasi momento su mercati ufficiali.

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
fabrizio.taccuso@gmail.com

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BUON NATALE E BUONE FESTE DA "IL RISPARMIO INTELLIGENTE"

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E’ innegabile che la crisi che stiamo vivendo in questi anni e che ha messo a dura prova la vita di tutti, abbia avuto origine dalla potentissima lobby delle banche. E’ partita dagli Usa e si è estesa gradualmente a tutto il mondo globalizzato, con gli effetti nefasti che viviamo quotidianamente sulla nostra pelle.

In Italia oggi le banche sono alle prese con problemi enormi che derivano dalle scellerate e poco lungimiranti scelte fatte dai loro dirigenti negli anni scorsi. Le sofferenze e gli esuberi del personale (che deve pagare ingiustamente gli errori del management), fanno passare sempre in second’ordine gli interessi dei clienti, a cui vengono rifilati i soliti prodotti “bidone”.

Nonostante il mondo bancario abbia mezzi infinitamente superiori ai nostri per fare marketing, continueremo a portare avanti la nostra battaglia, che abbiamo iniziato nel 2007, per far conoscere in Italia la vera Consulenza Finanziaria Indipendente, che ha l’obiettivo di mettere al centro delle nostre scelte sempre e solo gli interessi dei nostri clienti. Vogliamo dare valore ed un servizio fatto su misura per privati cittadini, imprenditori, liberi professionisti ed enti pubblici.

L’interesse che mostrate leggendoci e seguendo ogni giorno questo blog, ci dà la forza e l’entusiasmo per moltiplicare i nostri sforzi e fornire un servizio sempre più qualitativamente apprezzabile.

Il Risparmio Intelligente augura a tutti i lettori ed alle loro famiglie un sereno e felice Natale e buone feste. A presto.

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
fabrizio.taccuso@gmail.com

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Conti dormienti, come risvegliare i propri depositi e recuperare i soldi

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Quando si parla di conti “dormienti” si intendono tutte quelle somme di denaro depositate sotto forma di conti correnti bancari, libretti di risparmio o altri strumenti finanziari in custodia ed amministrazione di importo superiore a 100 euro, sui quali non viene eseguita nessuna operazione da almeno 10 anni.Se in passato simili strumenti erano interamente nelle mani delle banche, che avevano così a disposizione un vero e proprio tesoretto nascosto, a cominciare dal 2007 le cose sono [...]Articolo scritto sul blog http://www.abcrisparmio.it/

CRISI DELLE BANCHE…. TANTO PAGA SEMPRE PANTALONE!

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Il sistema bancario “è un sistema malato” questa la definizione di Alessandro Penati, ordinario di Corporate finance e Finanza aziendale presso la facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative all’Università Cattolica di Milano.
Nel post di oggi vorrei porre l’attenzione su alcuni punti di un articolo uscito in questi giorni su la Repubblica a firma sempre di Penati, che descrivono in modo quanto mai realistico il mondo bancario di oggi.

Di trasparenza e costi dei servizi bancari non si parla più. La crisi finanziaria ha cambiato le priorità: oggi il risparmiatore viene sacrificato sull’altare della stabilità. Le banche continuano a vendere alla clientela, a tassi inferiori a quelli di mercato, obbligazioni proprie con liquidità limitata; spesso “strutturate”, cioè contenenti uno strumento derivato che il risparmiatore non sa come valutare.
Complessità ed opacità mascherano costi esorbitanti che rendono inadeguati i rendimenti (che le banche stesse ammettono nei fogli informativi).
Ci sono poi gli strumenti ibridi, dalla rischiosità elevata, collocati come semplici obbligazioni: i subordinati (ricomprati con profitto dalle banche dopo che il loro valore è crollato); o le convertibili, con clausole variate a favore della banca; o il famoso convertendo della Bpm: di fatto un contratto forward su azioni della banca.
L’oscar va a Casaforte di Mps: una cartolarizzazione degli affitti degli sportelli della banca (acquistati coi soldi della banca) e finanziato con un bond emesso da un veicolo ad hoc e interamente collocato presso i clienti di Mps.
Ci sono le polizze assicurative, di fatto normali strumenti finanziari, ma con commissioni esorbitanti (i “caricamenti” che arrivano facilmente al 7%).
L’industria del risparmio gestito rimane essenzialmente bancaria, captive e costosa; così non si sono sviluppati fondi-indice a costi risibili, in concorrenza agli Etf.
C’è poi la discriminazione di prezzo: lo stesso servizio o strumento della stessa banca offerto a prezzi diversi a clienti diversi.
E “fogli informativi” sterminati per il costo dei servizi bancari (ho contato fino a 32 pagine!), che vengono contabilizzati singolarmente nei rendiconti dei clienti, senza che venga mai comunicata la somma totale pagata nell’anno, rendendo difficili i confronti. La scarsa trasparenza è frutto della struttura assunta dal nostro sistema finanziario. Il processo di aggregazione ha trasformato le banche in grandi reti commerciali con una presenza capillare sul territorio: banche-supermercato che necessitano di un volume crescente di commissioni, generate dalla vendita di prodotti agli sportelli.
Venti anni fa, le commissioni rappresentavano il 30% del margine di interesse, al netto delle sofferenze; oggi superano il 100%. Le banche dipendono quindi dalla capacità di estrarre commissioni, da un bacino di risparmio che la crisi sta erodendo. Una situazione aggravata da una pessima scelta di tempo: la svolta commerciale è avvenuta poco prima che internet rendesse obsoleta la distribuzione fisica dei servizi finanziari. Circa il 60% delle transazioni avviene online; così si chiudono sportelli pagati a peso d’oro solo pochi anni fa.
I depositi non bastano più. Le obbligazioni sono diventate la prima fonte di finanziamento. Ma con la crisi dell’Euro, si è inaridito il canale istituzionale ed estero per le banche italiane, che devono pertanto ricorrere sempre di più ai soliti clienti per collocare i bond a tassi inferiori al mercato.

Mors tua (risparmiatore), vita mea (banca)”……

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
fabrizio.taccuso@gmail.com

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La Banca del Giappone annuncia nuove misure di stimolo

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La banca centrale del Giappone ha annunciato nuove misure per facilitare la politica monetaria del paese, rafforzando il tentativo di respingere la recessione della terza più grande economia del mondo, dopo Stati Uniti e Cina. La Banca del Giappone, sotto la pressione del governo, ha agito con grande decisione nel tentativo di fermare la discesa dell’economia. Praticamente, secondo una dichiarazione ufficiale, dovrebbe inserire nel mercato  11.000 miliardi di yen, portando avanti una attività di acquisto che è diventata il suo principale strumento di politica monetaria. La banca ha istituito un nuovo programma di finanziamento per dare denaro a buon mercato alle banche, nel tentativo di pompare più denaro nell’economia giapponese al fine di incoraggiare la crescita. Come previsto, la banca [...]
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Le difficoltà dell’euro verso l’integrazione

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Sappiamo che la zona euro è di fronte ad altri dubbi e ad altre perplessità. Secondo le ultime indiscrezioni, sembra infatti che bisognerà cercare di raggiungere tre diversi obiettivi. Il primo è quello di rendere la Banca centrale europea l’autorità di vigilanza delle banche della zona euro. . Gli altri due sono stati svelati da Herman Van Rompuy, e sono quelli di legare i governi nazionali con dei contratti annuali impegnandoli a delle riforme strutturali dei loro mercati del lavoro, del welfare e dei sistemi pensionistici. Il corollario a questo secondo elemento, che diventa il terzo elemento di cui stiamo parlando, è quello di stabilire un modesto bilancio federale dell’eurozona, ben distinto dal bilancio UE. La proposta parte dalla Germania [...]
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La Spagna potrebbe uscire invece che chiedere un bailout? Parte 2

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Abbiamo parlato nello scorso articolo della possibile uscita della Spagna al di fuori della zona euro piuttosto che rimanere dentro ed accettare le condizioni imposte dalla Troika. Abbiamo inoltre detto che quello che Rajoy spera è sia che il lavoro possa tornare a crescere, sia che le banche possano tornare, piano piano, sane. Entrambe queste ipotesi sono tuttavia molto improbabili. In questo momento, la Spagna sta sprofondando in una depressione in stile greco, con debiti crescenti e una forte contrazione dell’economia. Vi è, tuttavia, un modo in cui gli spagnoli potrebbero evitare un piano di salvataggio, ovvero lasciare l’euro e ripristinare la peseta. Questa è sempre stata un’opzione attraente per gli spagnoli, più anche di altri paesi che lottano per [...]
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Successo e crisi

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Ne parlano a Toano (RE) in piena crisi economico/finanziaria e pure logistica, per via del terremoto che ha “scosso” anche le migliori intenzioni, il 7 e 8 luglio, Marzia Iori (Coach) e Monica Delpogetto (Costellatrice).

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Un week end di workshop e relax, seguito da un successivo fine settimana a settembre, a costo contenuto ma ad alto rendimento per i partecipanti. Parte dell’incasso verrà devoluto ai terremotati di Emilia e Lombardia, che dalla loro ci stanno mettendo una tenacia impressionante nel muoversi verso la ripresa ed il futuro.

E noi cosa possiamo fare? Molto.

Ad esempio, contribuire alla raccolta fondi di Unicredit, Conto corrente n. 0000399999999 – intestato a “Terremoto in Emilia e Lombardia: sostieni le popolazioni colpite” – filiale di Modena Piazza Grande (IT 64 O 02008 12930 000399999999). Abbiamo conoscenze dirette in una delle banche più attive e ci fidiamo di come gestiranno i nostri contributi.

Ad esempio, partecipare al progetto ICF Italia di offerta sessioni di coaching gratuite ad imprenditori e professionisti delle zone colpite. Proponiti a volontariato@icf-italia.org

Grazie

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L’Italia non ha bisogno di aiuti, lo dice Wolfgang Schaeuble

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Se l’Italia dovesse continuare sulla strada iniziata da Monti, allora non sarà in pericolo. Lo ha detto Wolfgang Schaeuble, ministro delle finanze tedesco, in un’intervista pubblicata dal quotidiano “La Stampa”. L’Italia è progredita notevolmente sotto il governo Monti, è una cosa riconosciuta univocamente in tutta Europa e sui mercati. Il commissario Monti ha detto che la strada della crescita è sostenibile attraverso delle riforme strutturali, una maggiore competitività e una riduzione del disavanzo. Monti ha preso il potere da Silvio Berlusconi alla fine dello scorso anno, in seguito al fatto che la crisi della zona euro aveva preso una svolta per il peggio, riuscendo a riconquistare la fiducia del mercato con delle misure di austerità e delle riforme.

Le preoccupazioni degli investitori sono tuttavia aumentate costantemente nelle ultime settimane, soprattutto dopo la richiesta della Spagna di aiuto da parte dell’UE al fine di salvare il suo sistema bancario, cosa che ha scatenato dei disordini sui mercati. Martedì scorso Monti ha detto che il paese italiano non avrà bisogno di un salvataggio e ha invitato i mercati e gli osservatori finanziari a non essere governati da luoghi comuni o da pregiudizi.

Monti ha detto che l’Italia potrebbe essere associata all’idea di un paese indisciplinato in passato, ma ora è più disciplinato rispetto a molti altri paesi europei. Gli investitori, temendo un effetto a catena che si propaghi dalla Spagna fino all’Italia, hanno gli occhi puntati alla vendita di bond come un indicatore di quanta fiducia si può avere sui mercati stessi. Mentre in Italia le banche non sono esposte alla crisi immobiliare che ha scosso la Spagna e il suo deficit pubblico è inferiore, ci sono timori che la montagna di debito totale assunto durante la recessione, possa portare il nostro paese ad essere il prossimo a cadere e a dover chiedere aiuto.

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Euro, piccola ripresa dopo il minimo di 2 anni

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L’euro è rimbalzato dal minimo di due anni contro il dollaro dopo che i conservatori greci hanno superato i sondaggi di opinione nei confronti di un’altra elezione generale nel paese, innescando la copertura di massicce posizioni short sulle speranze che Atene possa accordarsi sull’austerità ed evitare dunque l’uscita dall’euro. Una vittoria conservatrice, il 17 giugno prossimo, aumenterebbe le probabilità che Atene sia in grado di formare un governo che possa accettare le condizioni del salvataggio imposte dall’Unione europea e dal Fondo monetario internazionale.

Le aspettative che questo possa contribuire ad alleviare il nervosismo sui mali del debito della zona euro ha visto una salita dell’euro dello 0,5 per cento contro il dollaro, risalendo dal livello più basso dal luglio 2010.

Ma la maggior parte dei trader è ancora pessimista circa la longevità di questa salita, dato che si preoccupano per la mancanza di crescita dell’Europa e per la situazione fragile delle banche spagnole. I sondaggi greci sicuramente danno una qualche tregua all’euro, ma non siamo ancora fuori dai notevoli rischi, non bisogna lasciarsi prendere dai facili entusiasmi.

Il sentimento nei confronti dell’euro si è mosso in maniera ancora più negativa dopo l’acquisizione da parte dello stato di Bankia, la quarta più grande banca del paese. Proprio questa banca la scorsa settimana ha chiesto un finanziamento di 19 miliardi di euro.

Considerando tutte queste cose, anche se ci sono delle notizie positive che vengono dalla Grecia, il peso delle cattive notizie che arrivano da altre parti, come in questo caso dalla Spagna, rimane sempre alto e per questo motivo si pensa che il rimbalzo in salita della nostra valuta possa essere di breve durata.

La situazione per la zona euro rimane alquanto delicata, per investire nel mercato delle valute bisognerebbe attendere ulteriori conferme. Nel frattempo si potrebbe pensare di andare long sull’euro, ma con moderazione.

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